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Ayurveda

L'Ayurveda è la medicina più antica del mondo, una scienza sacra, una conoscenza tramandata da migliaia di anni, basata su leggi universali immutabili, la cui affidabilità e veridicità è fulcro di consapevolezza di ogni civiltà ed epoca. L'Ayurveda è patrimonio culturale dell'umanità e ci mostra come mantenere l'equilibrio tra uomo e universo e come vivere la vita di ogni giorno in armonia con il corpo, la mente e lo spirito. Nell'Ayurveda si da particolare rilievo all'aspetto energetico della creazione e del mantenimento della vita, dove il corpo è considerato un'insieme di materia ed energia, in cui vari principi fisici e spirituali interagiscono tra loro. Per comprendere gli aspetti fisici ed energetici della vita, l’Ayurveda si basa su osservazioni accurate del funzionamento della natura. L'Ayurveda è una scienza riconosciuta ed è stata tramandata attraverso la medicina tradizionale indiana.

I primi testi risalgono a 5000 anni fa ma la tradizione orale si perde nella storia. La parola Ayurveda deriva dalle radici sanscrite ayur e veda ovvero conoscenza, scienza della vita, cioè la completa consapevolezza di come vivere la vita di ogni giorno in armonia con la vita cosmica.

Secondo la mitologia indiana questa conoscenza fu appresa la prima volta da Brama che lo ha trasmesso ai gemelli Ashwin, al dio Indra ed alla fine ad Atreya, un essere umano. Questo viveva nella citta di Texila, i suoi sei studenti principali, diffusero nell’India l’insegnamento.

Nel periodo vedico magia e religione erano inestricabilmente mescolate alla medicina. Nacquero le prime classi mediche ma è grazie ai Rishi, poeti, profeti e yogi che con la loro meditazione allargarono le conoscenze in ambito medico. Il trattato del Rig Veda risale alla metà del secondo millennio a.c. E’ l’Atharva Veda, comunque, a costituire il primo trattato di prescrizioni terapeutiche che dette inizio alla tradizione Ayurveda.

Le tre figure più famose dell’Ayurveda classico furono Sushruta, Charaka e Vagbhata. Sushruta e Charaka scrissero dei trattati medici enciclopedici chiamati Samhita, Charaka Samhita, Sushruta Samhita, (ultimi secoli a.c.). Vagbhata era buddista e la sua opera mostra l’influenza del buddismo sull’Ayurveda, circa la metà del quarto secolo a.c fino all’ottavo secolo d.c.;questa è l’età d’oro della medicina Ayurveda che viene chiamata medicina buddista. Vagbhata dedica tutto un capitolo sulla relazione tra salute e morale, riconoscendo nel Buddha un medico straordinario. Il periodo buddista fu di pace e umanitario.

Il buddismo mahayano, nacque nella città di Mahayana, poiché la medicina divenne una delle cinque materie che un monaco doveva conoscere, molti medici eruditi realizzarono progressi nell’Ayurveda, spingendo le sue conoscenze in Cina e Giappone. Nella medicina cinese la teoria dei cinque elementi è presa dal buddismo.

Come ulteriore sviluppo del Mahayana, si sviluppa il tantra buddista che è chiamato Vajrayana, il “veicolo di diamante”; gli esercizi spirituali psico-fisici dello yoga tantrico, che sopravvivono oggi nella tradizione tibetana, derivano dalla visione del corpo umano come un microcosmo dell’universo. Per cui il corpo diventa venerabile, trasformato con la pratica tantrica nel puro terreno del Buddha.

La cosmologia esterna ampliamente sviluppata nel buddismo mahayano, diviene con la pratica del tantra, una realtà sacra vista all’interno di noi stessi. Il tantra buddista, si radicò contro l’eccessivo ritualismo esteriore che ai suoi tempi si era sviluppato nel buddismo. Le pratiche psicofisiche dello yoga tantrico mirano ad unificare le forze universali come sperimentate all’interno dell’organismo corpo-mente. Sulla base di questa identificazione nacque la medicina tantrica. Il tantra elevò il ruolo del corpo.

Lo yoga tantrico è l’interiorizzazione del simbolo ritualico attraverso cui il corpo si eleva al suo stato supremo.

Le antiche tradizioni alchemiche prosperano insieme a quelle del tantra, l’alchimia è in relazione anche con la medicina in quanto mira a trasformare l’energia.

L’Ayurveda, divenuta in questo periodo “il Grande Veicolo” si diffuse sino in Afganistan, Ceylon e tra i re greci. Un secolo dopo Cristo venne tradotto in sanscrito il Gyu-zhi o Quattro Tantra, il testo principale della medicina tibetana che è una continuazione dell’Ayurveda classico promosso dai siddha buddisti, arricchendo la tradizione con le loro importanti conoscenze erboristiche.

 

L’Ayurveda ci mostra come mantenere l’equilibrio fra l’uomo e l’universo, invitandoci a stimolare l’uso corretto dei nostri sensi.

Il vero scopo della vita non è vivere ma raggiungere qualcosa di più alto.

Il concetto fondamentale di malattia e salute abbraccia corpo, mente e spirito. Secondo l'Ayurveda la salute è un'armonia dei corpi sottili e manifesti, dello sviluppo spirituale, psicologico ed organico di se stessi, degli altri e del mondo che ci cinconda. Il microcosmo del corpo ed il macrocosmo dell'universo danzano continuamente insieme; quando sono in dissonanza tra loro e con la realtà spirituale che li fa muovere, ne consegue la malattia. La patologia nasce da un allontanamento dal flusso naturale della vita squilibrando l’organismo. Il miglioramento della patologia è l’autoguarigione, importante è dare la possibilità all’organismo di autoregolarsi.

Principalmente lo squilibrio deriva dalla presenza di tossine nell’organismo queste, chiamate Aam, vengono a formarsi con i cicli impropri per la nostra costituzione, cattive abitudini alimentari e di vita, pensieri negativi. Aam si presenta come un blob, pesante, ostruente, un muco appiccicoso e tossico che crea cristalli sulle terminazioni nervose e nei canali energetici, gli srotas. Il massaggio ayurveda ed i trattamenti aiutano nella detossinazione.

La principale differenza tra la medicina occidentale e quella orientale è che questa pone molta attenzione alle energie dentro e fuori di noi utilizzando non preparati di sintesi chimica ma fitoterapici, inoltre il modello Ayurveda guarda la causa del sintomo più che il sintomo stesso nell'unità corpo, mente e spirito.

Pensiamo che la cura da parte dell'operatore sia di accompagnare la persona in un processo di evoluzione senza la pretesa di guarire ma di migliorarne la qualità della vita.

Nella mente dell’uomo esiste una dualità, una separazione tra l’esperienza di un evento e il suo autentico accadere. Quindi egli non può innalzarsi allo stato di Adwaita, la non dualità. Ecco perché il ricercatore che si ferma al livello dell’osservatore resta confinato a un tipo di dualismo, dunque egli è costretto a dividere l’esistenza in Purusha e Prakriti.

Purusha è l’essenza, l’individualità e la coscienza.

Prakriti è il potere della manifestazione, la capacità dello sviluppo creativo, indica ciò che esisteva prima, l'equilibrio.

Dall’originaria unione di questi due principi è nata l’Intelligenza cosmica, Mahàn, che contiene il germe di ogni manifestazione.

Mahàn esiste anche negli esseri umani sotto forma di intelligenza individuale o Buddhi, questa se sviluppata pienamente ci riporta all’illuminazione ed è la nostra capacità di percezione, di discernere il reale dall’irreale.

L’evoluzione di questo intelletto può frammentarsi ed originare l’io, il senso di separazione o ahamkàra.

L’io genera a sua volta la mente condizionata detta manas, questa si unisce all’inconscio collettivo, citta, che raccoglie i pensieri di tutte le menti limitate.

GUNA

I fenomeni dell’universo sono sottoposti all’influenza dei tre guna (tre fasi di attività nella creazione e tre qualità della mente); la natura usa la fase creativa chiamata Sattva, per portare la vita alla manifestazione, poi usa la fase attivante e organizzativa chiamata Rajas per costruire e mantenere ciò che è stato creato e per portare a termine questo ciclo usa la modalità distruttiva Tamas.

I guna governano l’esistenza e la nostra mente. Per mantenere lo stato di salute e di felicità la mente deve mantenere l’influenza creativa primaria.

Sono tre principi cosmici che operano per mezzo dell'azione dei cinque elementi da essi creati e interagiscono con l'esistenza umana. Sono le tre memorie: cosmica, cognitiva ed esperienziale.

Sattva , il principio di armonia e intelligenza cosmica mantiene la consapevolezza e la creazione a livello individuale ed universale. È presente in ogni cellula, esercita l'influenza del fuoco, Pitta Dosha , legato all'energia sottile del fuoco universale Tejas , mantiene la memoria dell'intera creazione, la memoria esperienziale e la saggezza personale.

Rajas , attività che si organizza dà movimento e coordinazione. Opera con le funzioni psicologiche e corrisponde all'elemento aria, Vata Dosha . Permette di trasformare ciò che viene percepito in pensieri, azioni, visioni e sogni. Mantiene la memoria delle specie, il caos armonioso che mantiene l'equilibrio all'interno della natura.

Tamas , principio di quiete dinamica, permea tutto l'universo; sul piano fisico opera sui tessuti ed escrementi, corrisponde al Kapha Dosha e all'elemento acqua. Infonde il seme naturale dell'istinto. La sua forza sottile è chiamata Ojas , il nettare all'interno dell'organismo, la capacità di riposare e stare nel grembo della Madre Terra.

I Guna oltre a regolare tutta l'esistenza influenzano la mente. La manifestazione di Sattva nella mente fa sorgere il desiderio di conoscere e la capacità di creare, pensare ed immaginare. Dà ispirazione, fascino, curiosità. Rajas genera azione, iniziativa e motivazione, organizzazione ed attuazione. Tamas a livello mentale dà la capacità di portare a termine quello che è stato creato da Sattva e prodotto per mezzo di Rajas . Tra i tre Guna esiste una parità naturale ma non proporzionata che tiene un equilibrio muovendosi in una direzione evolutiva e positiva.

Possiamo percepire gli stimoli in tre modi; attraverso pensieri ed emozioni su cui focalizziamo l'attenzione e ci fanno percepire gli oggetti attraverso i sensi; il cibo e le bevande che assumiamo. Effetti rajasici che disturbano la mente possono essere i cibi speziati, fritti, dolci, consumati velocemente, caffeina, cibi raffinati, poco esercizio fisico, lavorare troppo, musica stimolante ad alto volume, film d'azione, troppa tv. Questa persona a fine giornata avrà difficoltà a rilassarsi e sarà innervosito da tutto; l'influenza di Rajas provocherà disturbi fisici e inciderà sulla felicità.

Si appesantisce Tamas mangiando cibi invecchiati, troppa carne rossa, assumendo alcol, droga producendo pigrizia, confondendo la mente, indebolendo i sensi e le funzioni mentali, alimentando la rabbia, inducendo ad azioni sbagliate.

La mente sattvica sceglie cose che portano crescita e realizzazione mantenendo costante una connessione con l'Essenza pura e creatrice. È il funzionamento improprio della mente che genera il seme della malattia. L'Ayurveda ci dice come rimuovere Tamas o ignoranza attraverso l'eliminazione delle tossine dal corpo e dà suggerimenti su come non far sorgere gli squilibri conducendo una vita sana, attenta e consapevole. Attraverso lo Yoga e la Meditazione promuoviamo la coltivazione di Sattva Guna e soltanto a questo livello possiamo avere un accesso permanente al Purusha , il Sé Superiore, la pura coscienza, divenendo osservatori e testimoni naturali che operano attraverso la sua presenza.

 

Dalla combinazione dei tre guna nasce la teoria dei cinque elementi, Pancha Mahabhuta. Questi elementi cosmici dimostrano che tutto l'universo è composto di una stessa frequenza o vibrazione della Pakriti , la Natura , il potere della manifestazione. Questo modello concettuale è usato nell'Ayurveda per comprendere il funzionamento della natura. Questi non hanno dimensione e proprietà fisiche e sono alla base della manifestazione dei cinque elementi (bhuta) spazio, aria, fuoco, acqua e terra. La comprensione di ognuno dei Bhuta, ed i loro principi organizzativi ci dà una visione sull'organizzazione dei processi corporei.

La teoria dei cinque elementi, introdotta dalla medicina buddista, unisce il microcosmo ed il macrocosmo.

L’interazione di questi elementi controlla tutte le funzioni della creazione fisica: le ossa e la carne sono la terra, il principio di solidificazione o formazione; il sangue e la lingua sono l'acqua, il principio di coesione; la temperatura del corpo è il fuoco, la maturazione; la funzione nervosa e motoria è l'aria, la preservazione; lo spazio è la coscienza e sostiene tutti i quattro elementi.

Quello che accade nella natura accade nella fisiologia umana e quando gli elementi si manifestano all'interno del corpo vengono chiamati Dosha; (vata - pitta - kapha). Questa teoria spiega come i cinque elementi si combinano dinamicamente per controllare i processi fisiologici. Quando tra i dosha esiste una predominanza o una relazione impropria si cominciano a formare tossine che danneggiano i dhatu (tessuti corporei).

 

Nelle tecniche di massaggio Ayurveda si utilizzano queste tre qualità nel contatto.

Sattva è energia calda e penetrante, percettiva e armonica, Rajas è energia vibrante, Tamas è energia pesante e densa.

 

Bhuta

i cinque elemeti

Akash-spazio-suono: il principio dello spazio. Gli oggetti esistono e sono in relazione tramite lo spazio. Il principio di Akash è il suono che nasce dalla creazione dello spazio, inoltre governa gli organi che hanno bisogno di spazio per funzionare.

Vayu-aria-tatto: il principio di movimento, siccità e separazione. Questo principio governa i movimenti ed i mutamenti, gli sviluppi e le funzioni della creazione. Dà la direzione al vento, provoca i terremoti, le eruzioni vulcaniche. Spinge il sangue nelle vene, il cibo a muoversi negli intestini e gli impulsi cerebrali da e verso il cervello. Vayu controlla gli organi che per funzionare richiedono un movimento sotto forma di contrazione e dilatazione come colon, utero e vescica.

Agni-fuoco-vista: il principio della trasformazione, calore e luce. E’ l’intelligenza che causa le trasformazioni nella creazione, dà colore e forma visiva alle cose. Agni può avvenire solo per mezzo di Akash (spazio). La luce ed il calore sono prodotti dal movimento di questo centro energetico. La luce produce la fotosintesi delle piante e cambia i colori.

Jala-acqua- gusto: il principio della liquidità e della coesione. È responsabile dell’aumento di volume, protegge le membrane e le mucose del corpo, lubrifica le articolazioni. Nella forma del liquido cerebrospinale protegge il tessuto nervoso del cervello e della colonna vertebrale. Si manifesta nella saliva e nella lingua attraverso il meccanismo sensoriale, sceglie i gusti adatti e le quantità da ingerire aiutando a mantenere l’equilibrio.

Prithvi-terra-odorato: il principio di forma e struttura, solidità. L’odorato ci fornisce informazioni su un oggetto o sostanza senza vederlo.

 

Dosha

I dosha nascono su un piano spirituale dalla confusione mentale che produce il dualismo soggetto-oggetto e di conseguenza la forza karmica per manifestare la vita e l'universo.

Una traduzione è "principio sottile" di energie di vita, fluidi corporei e costituenti.

una volta generati il loro equilibrio mantiene la salute nell'organismo.

Ogni essere umano è composto da una combinazione particolare dei tre dosha. Questo equilibrio naturale determina le differenze fisiche ed emotive tra le persone.

Quando siamo a conoscenza del funzionamento dei nostri dosha (capacità digestiva, vigore, acutezza mentale, struttura fisica, personalità in generale e reazioni emotive), possiamo trarne vantaggio per evitare le influenze che portano alla cattiva salute e all’infelicità.

I potenziali squilibri possono essere evitati modificando la dieta, l'ambiente circostante, lo stile di vita, assumendo medicine erboristiche, ricevendo trattamenti e massaggi. Si considerano importanti i cambiamenti stagionali e di abitudini di vita avendo un effetto importante sulla salute.

Parliamo di eccesso di un dosha per parlare di un disequilibrio. Lo squilibrio si manifesta nell’organo primario corrispondente, se poi si trascura si danneggeranno gli organi secondari.

Questo processo è chiamato vikruti (squilibrio dei dosha che oscura la propria Pakriti).

Vata

Controlla il moto o movimento, il sistema nervoso centrale, la circolazione, il colon, l’apparato osseo articolare, la peristalsi, il cuore, la presenza e l’assenza.

 

FISIOPSICOLOGICA del Dosha Vata:

 

LE CINQUE ARIE DI VATA

Prana, aria della respirazione, localizzato tra diaframma e gola ma sale anche sul viso e cervello; permette la deglutizione e la masticazione del cibo e dà immediato nutrimento ai tessuti del corpo. Il prana facilita tutti i movimenti verso l'interno ed esterno del corpo, l'attività del colon è correlata all'attività respiratoria come il prana. Sostiene il cuore, le vene, arterie, i sensi e la facoltà di saggezza buddhi. Quando non funziona viene messa in pericolo l'energia vitale, bronchiti, asma, disturbi del cuore, dolori alle ossa e articolazioni, artrite, gastrite, colite.

Il testimone silenzioso, il linguaggio intuitivo con cui il prana è entrato nel corpo è legato al respiro di Atman, è testimone del viaggio della vita.

Udana, aria della gola, aria che sale verso l'alto dall'ombellico al naso, fornisce il potere vocale, la chiarezza delle percezioni sensoriali. Ha il compito supremo della registrazione del numero dei respiri. Conservare la memoria esperienziale e cognitiva. In squilibrio causa problemi di linguaggio, stordimento, pesantezza mentale, paure profondamente radicate e accorciamento della durata della vita. Il custode della memoria, con ogni respiro che facciamo bruciamo un po' di karma, il respiro deve essere lungo, leggero, ritmico. Prendendo coscienza del respiro ci intoniamo all'universo. Il respiro cosmico che abbiamo ricevuto produce suono, la nostra voce ci ricorda la nostra origine sacra. Sonorità originarie dove si uniscono materia ed energia. Ci insegna vigilanza ed equilibrio.

Samana, aria dello stomaco,localizzato tra diaframma e ombellico, favorisce il movimento del cibo dallo stomaco all'intestino, l'assimilazione delle sostanze nutritive, produzione dei succhi gastrici ed enzimi digestivi. Quando squilibrata produce muco nello stomaco, indigestione, cattiva assimilazione e diarrea. Custode dell'equilibrio, della flessibilità interiore e lo spirito di discernimento, per le cose materiali , valutazione.

Apana, l'aria del colon, dell'eliminazione, in squilibrio porta fastidi all'utero, testicoli, ano, vie urinarie, vescica, diabete. Custode della vacuità il non attaccamento alle cose materiali, prima di accedere ai piani spirituali dobbiamo lasciare l'avidità, ci insegna come nutrirci lasciando andare quello che non serve.

Vyana, aria della circolazione, localizzato nel cuore diffonde energia derivata dal cibi e dal respiro a tutto l'organismo. Opera nei canali della circolazione trasportando fluidi nutrienti e sangue, provoca lo sbadiglio ed il battere delle palpebre. Quando è in squilibrio provoca secchezza della pelle ed estremità del corpo, circolazione insufficiente, febbre, diarrea. Custode della carità e libertà personale, buona volontà, attenzione all'interno.

 

 

Pitta

Coordina i processi di trasformazione, il metabolismo, gli organi secondari (pelle, occhi), gli enzimi per la scissione, i succhi digerenti, governa il duodeno, il fegato e la produzione di bile, il pancreas e i succhi pancreatici e influisce sulla temperatura corporea.

I sub dosha di Pitta:

I CINQUE FUOCHI DI PITTA

Pachaka fuoco dello stomaco, dissolvimento e digestione del cibo, separa gli elementi nutritivi dalle sostanze di rifiuto, uno squilibrio causa indigestione e avversione al cibo. È il custode della fiamma è responsabile della giusta assimilazione sul piano mentale, ci insegna l'arte della discriminazione, aiutandoci a sviluppare una mente vigile. Controlla l'intestino tenue e lo stomaco

Ranjaka, fuoco del sangue, controlla la formazione e la conservazione del sangue, fornendole colore e ossigeno, quando è indebolito possono manifestarsi anemia, itterizia. Custode della passione, insegna lo spirito del ringiovanimento e della gratificazione, quando è in equilibrio possiamo mantenere una mente calma e colorata in grado di domare le passioni del corpo; ci insegna a stimolare, soddisfare e restituire all'universo il ringiovanimento. Controlla il fegato e la milza.

Sadhaka, fuoco del cuore, insieme a prana governa il cuore, con udana governa la memoria e mantiene il buon funzionamento di tutti i processi mentali; quando è indebolito possono comparire disturbi psichici, disorientamento mentale, emozioni estreme, desideri…Custode della fiamma spirituale; funziona al livello del sé più profondo e permette la conservazione e sviluppo della memoria cognitiva, passiamo attraverso le esperienze alla pienezza dell'immortalità. Controlla il cervello e il cuore.

Alochaka, fuoco degli occhi, dimora nelle pupille, visione creativa, speranza e vigilanza; insegna la considerazione ed accoglienza verso tutte le creature,custode della vista, indica il modo di accettare se stessi.

Bhrajaka, fuoco della pelle, conferisce splendore alla pelle, facilita l'assimilazione della luce, del vento e dell'acqua e dell'olio attraverso la pelle; quando è disturbato compaiono malattie della pelle.

Insegna la pulizia e la luminosità interiore, conferisce rasa, custode della bellezza interiore ed esteriore. Ci insegna a condividere la nostra luce personale e influenzare l'ambiente intorno a noi.

Kapha

È responsabiledella coesione, della crescita e della liquefazione; muscoli, struttura corporea generale, governa la parte alta dello stomaco, i polmoni, il muco protettivo.

I sub dosha di kapha:.

LE CINQUE ACQUE DI KAPHA

Kledaka, acqua dello stomaco, è la causa di formazione di muco nel corpo, aiuta la digestione, rende fluidi i cibi e nutre le rimanenti acque di kapha. Quando è squilibrato si altera il processo di digestione, pesantezza nell'addome, nausea. Come custode dell'umidità ci insegna l'arte della fluidità, è necessario assimilare le emozioni prima di manifestarle, poi possiamo versare acqua sulla sete, olio sulla secchezza, fluidità dove c'è stagnazione. Solo se siamo fluidi possiamo aiutare gli altri.

Avalambaka, liquido che lubrifica il pericardio e la pleureacqua, risiede nel petto e nel cuore, fornisce il tessuto plasmatici al cuore. Da forza agli arti, quando è disturbata compaiono pigrizia e letargia, febbre reumatica e dolori al pericardio. Custode dell'amore, conferisce una natura protettiva, comprensiva e materna, insegna a preservare la natura di Madre Terra.

Bodhaka, acqua della lingua, presiede il senso del gusto, percepisce i sapori, manda acqua a lingua e palato. rende liquido il cibo. Quando in squilibrio compare obesità, anoressia, bulimia, creando ama, generando malattie. Custode della stima, sorveglia le nostre percezioni, ci insegna a non alterare il senso del gusto, ci aiuta a comprendere ed a imparare con moderazione.

Tarpaka, acqua della testa, fluisce nel cervello e midollo spinale sotto forma di liquido cerebrospinale. Lubrifica e protegge il SN, agevola i sensi. Quando in squilibrio si ha perdita di memoria, annebbiamento delle percezioni sensoriali. Custode della pace, conferisce calma e soddisfazione, insegna a vivere con leggerezza, dedicarci ad attività appropriate, ascoltare le melodie della natura.

Slesaka, liquido sinoviale, lubrificazione delle articolazioni, rende agevole e flessibile il movimento, quando in squilibrio compaiono gonfiori, dolori e disfunzioni alle articolazioni. Custode della pazienza, “ciò che connette” con la propria vita. Dà il potere di amare e nutrire, coesione e pazienza con gli aspetti della vita.

 

Squilibri principali dei dosha

Vata

Cefalea, dolore osseo, cervicale e articolare, osteoporosi, artrosi, artrite, irritazione del colon, aerofagia, sistema nervoso, problemi di fertilità, polmoni, tremiti, febbre ricorrente accompagnata da sensazioni di brividi e freddo, nausea senza vomito, nervosismo, ottundimento dei sensi, nervosismo, agitazione mentale, insonnia, ansia.

Pitta

Irritazioni alla pelle, occhi, fegato, duodeno, pancreas, stomaco, intestino tenue, acuto mal di testa, intenso calore corporeo, mal di schiena, cattiva digestione.

Kapha

Irritazione nella parte superiore dello stomaco, adipe, muco, raffreddori, sinusite, perdita dell'appetito, vomito, perdita del senso del gusto, eruttazioni, pesantezza di corpo e mente, dolori muscolari, pigrizia.

 

 

Chakra

Parabola Zen : Un maestro punta il dito alla luna per richiamare l’attenzione dello studente su essa. Il maestro sottolinea che è la luna e non il dito ad essere importante.

Quello dei chakra è un sistema, un mezzo per ottenere la realizzazione.

Per realizzare c’è bisogno di comprensione del nostro funzionamento e comportamento. I chakra sono fulcri energetici, i plessi neuroghiandolari.

Sono unici per ogni persona perché composti da schemi simbolici di nostra programmazione, la forma ed il contenuto sono la ripetizione delle nostre abitudini.

Ad ogni chakra corrisponde uno stato di coscienza, una dimensione sottile, un elemento e quindi una vibrazione.

Ci sono due correnti energetiche di base che corrono intorno ai chakra, Shiva e Shakti la corrente personale liberatoria e la corrente manifestante.

Si può spiegare dicendo che i pensieri acquistano densità attraverso l’immagine, la verbalizzazione e l’attività, manifestandosi così nel mondo fisico.

Kundalini è il soffio vitale che risveglia ogni chakra attraverso la sushumna (canale di energia sottile che passa all'interno della colonna vertebrale). È necessario che l'energia Yin e Yan (Cina), Ida e Pingala (India) siano in equilibrio per l'omeostasi dei chakra.

I tre chakra superiori rappresentano i regni della percezione che arrivano sotto forma di vibrazione del suono e della luce e trascendono i limiti che sperimentiamo ai livelli inferiori.

I chakra inferiori (I°-II°) sono legati all’io e all’ego.

Il potere del terzo chakra utilizza l’intelligenza per interagire nel mondo.

L’amore, il quarto chakra è l’equilibrio tra il regno mentale e fisico, sensazioni e comprensione.

Il quinto chakra, la comunicazione, sintetizza le idee della mente e prepara alla manifestazione.