Centro di terapie l'Incontro Scuola di formazione Craniosacrale Biodinamico

Istituto di Ricerche Evolutive

Scuola di Craniosacrale Biodinamico

 

Nervi craniali ¦ I ¦ II ¦ III ¦ IV ¦ V ¦ VI ¦ VII ¦ VIII ¦ IX ¦ X ¦ XI ¦ XII

 

 

Il Nervo Ottico II°

 

Caratteristiche e percorso

 

Il nervo ottico è un nervo sensitivo non paragonabile agli altri nervi craniali, poiché per lo sviluppo e la struttura appartiene al cervello e deve essere considerato come un fascio centrale intercerebrale.

Le fibre nervose si trovano nel bulbo oculare, metà di queste si trovano sul lato temporale, mentre l’altra metà sul lato nasale.

Dalla papilla, che si trova sul lato posteriore del bulbo, fuoriescono circa un milione di fibre che formano il nervo ottico.

Assieme al nervo fuoriescono anche l’arteria e la vena centrale della retina.

Metà delle fibre del nervo ottico (fasciculus opticus) si incrociano al chiasma ottico, in questa maniera quelle fibre che vengono dal lato temporale della retina non incrociano, mentre quelle dal lato del naso passano alla parte opposta.

Malgrado l’incrocio parziale, la disposizione somatotopica è rigorosamente mantenuta fino alla corteccia visiva.

Dal chiasma le fibre raggiungono il corpo genicolato del talamo e da qui raggiungono le aree visive della corteccia del lobo occipitale.

 

Funzione:

Il nervo ottico trasmette le informazioni visive al cervello e questo avviene tramite la retina dell’occhio dove si trovano i coni e i bastoncelli i quali provocano una reazione foto-chimica che a sua volta fa scattare degli impulsi che vengono trasmessi alla corteccia visiva del cervello.

Già nel primo mese di vita embrionale si crea una protuberanza del cervello, la quale crea la base per lo sviluppo del fascicolo ottico, la retina, l’epitelio pigmentato ed il corpo vitreo i quali sono collegati con il diencefalo.

Questi tre strati si differenziano fra di loro:

  • dal tubo neurale si forma la retina
  • dall’ectoderma si forma la cornea e la lente
  • dal mesoderma si forma la coroidea, la sclera ed il corpo vitreo.

Sviluppo dell’occhio nel tempo:

 

- nella terza settimana dallo sviluppo embrionale si differenziano due protuberanze dal diencefalo,

- nella quarta settimana si sviluppano due vescicolette con uno stelo che diventerà il nervo ottico,

- nella quinta settimana le vescicolette si trasformeranno in due strati, quello esterno che diventerà l’epitelio pigmentato e quello interno che diventerà retina e tunica interna.

Nel momento della nascita la retina è sviluppata solo parzialmente. Lo sviluppo completo avviene solo dal secondo fino al quarto anno di età.

Il nervo ottico deve attraversare tre strati importanti dell’occhio:

  • tunica esterna o bulbo che corrisponde alla dura mater delcervello,
  • tunica media,
  • tunica interna che è la retina.

Passaggio dalla base cranica

il nervo ottico lascia la cavità oculare insieme all’arteria oftalmica dal canale ottico.

 

Funzione:

nervo della vista

 

Patologie:

Alcune malattie possono compromettere la funzione del nervo ottico:

  • infarto del nervo ottico causato da disturbi microvascolari nella ipertensione o nel diabete mellitus,
  • glaucoma, aumento della pressione del bulbo oculare,
  • infezioni virali come la varicella, herpes zoster, orecchioni con conseguente neuriti al nervo ottico,
  • spesso come manifestazione primaria nella sclerosi multipla, sintomi di vista velata fino alla cecità,
  • tumori, emorragie.

 

Esame clinico:

Il controllo del nervo ottico fa parte della visita neurologica che consiste in tre esami:

  • esame neuro oftalmico che consiste nel controllo della vista ad ogni singolo occhio,
  • rivelazione dei difetti del campo visivo e la campimetria che registra il campo visivo centrale a partire dal punto di fissazione fino ad un angolo di 30 gradi.

 

Possibilità terapeutiche

È importante considerare la possibile interferenza con la funzione del sistema visivo dovuta ad una pressione o a un’infiammazione delle cellule aeree dei seni sfenoidali e etmoidali, o ad un ingrossamento della ghiandola pituitaria.

Si deve tenere presente che il rivestimento periosteo dell’orbita è in continuità con la dura madre della cavità craniale; pertanto, una tensione anormale sulla dura madre nel cranio può avere delle ripercussioni sull’orbita e viceversa. Così si giunge alla inevitabile conclusione che le tensioni normali della membrana durale e la mobilità dello sfenoide sono requisiti essenziali per un buon funzionamento del sistema visivo.

La mobilità dell’osso occipitale e temporale sono parimenti essenziali per ottenere una tensione normale sul tentorio.

Anche un buon funzionamento dell’apparato muscolo-scheletrico, specialmente a livello delle cervicali superiori e del sacro, dove ci sono gli innesti ossei della dura, è essenziale per un funzionamento normale del sistema visivo.

 

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