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CRANIO SACRALE
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Nervi craniali ¦ I ¦ II ¦ III ¦ IV ¦ V ¦ VI ¦ VII ¦ VIII ¦ IX ¦ X ¦ XI ¦ XII
Il Nervo Oculomotore III°
Caratteristiche e percorso Il nervo oculomotore è un nucleo composito posto ventralmente all’acquedotto cerebrale, comprendente il nucleo accessorio (autonomo). Le fibre emergono sul lato mediale del peduncolo cerebrale. Il nervo decorre nella parte laterale del seno cavernoso e penetrano nell’orbita per la fessura orbitale superiore. Innerva tutti i muscoli dell’orbita, esclusi i muscoli retto, laterale ed obliquo superiore dell’occhio. Contiene inoltre le fibre della radice parasimpatica del ganglio ciliare, nel quale ganglio le fibre hanno interruzione sinaptica; le fibre postgangliari raggiungono l’occhio con i nervi ciliari brevi ed innervano i muscoli ciliari e sfintere della pupilla. Il ramo più piccolo superiore innerva il :
Il ramo più grande inferiore innerva il:
Funzione Il III° nervo craniale con le fibre motorie somatiche alimenta tutti i muscoli oculari esterni con l’eccezione del M. retto laterale e obliquo superiore. È responsabile del movimento del globo oculare in alto lateralmente e medialmente, mediale e sotto mediale. Invece per movimento laterale e sotto laterale sono responsabili altri nervi cranici (nervo IV° e VI°). Il nervo oculomotore alimenta anche il M. levatore palpebra superiore e fa alzare la palpebra. Visceromotoricamente, il III° nervo, con le fibre parasimpatiche, alimenta i muscoli lisci nell’interno dell’occhio. Innerva il muscolo ciliare che può, nel rilassamento nelle fibre Zonula, (che tengono la posizione della lente) sporgere di più la lente, rompendo il raggio di luce nel senso della accomodazione (vedere bene da vicino). In più alimenta il muscolo sfintere della pupilla che stringe l’apertura della pupilla. Il numero delle fibre muscolari, nei muscoli esterni dell’occhio che vengono nutriti da una fibra oculomotoria, sono molto limitati. In un assone, si stima che ci siano circa 3 fibre muscolari (da notare che nel muscolo quadricipide-femorale, una fibra nervosa del nervo femorale, innerva da 1000 a 10.000 fibre muscolari), per questo motivo si possono regolare molto sensibilmente la posizione del globo oculare permettendo la visione tridimensionale, senza vedere la doppia immagine.
Disfunzione La gravità della lesione del nervo oculomotore, dipende dalla muscolatura colpita. Se il III° nervo di un occhio è leso, funziona ancora il muscolo retto laterale (innervato dal VI°) e il muscolo obliquo superiore (innervato dal IV°), permettendo all’occhio di guardare all’esterno e in basso. Poiché l’occhio sano guarda dritto, per questo motivo l’asse visivo delle due retine non combacia più e come risultato si vede doppio. Riflesso importante:il riflesso della pupilla. L’illuminazione da un occhio causa il restringimento della pupilla da ambedue le parti. Le strutture colpite sono: ala maggiore e minore, fissura orbitale superiore, seno cavernoso, tentorio cerebelli.
Possibilità terapeutiche
Gangli Ci sono quattro diversi gangli nella zona della testa:
Tutti questi gangli servono alle fasce parasimpatiche, ai diversi nervi cranici, per cambiare da uno al secondo neurone delle fasce nervose vegetative efferenti. Ci sono anche in questi gangli radici simpatiche sensitive che entrano, ma le fasce non vengono distribuite, trapassano e all’uscita si riuniscono alle fasce parasimpatiche, così vanno tutte ad accudire gli organi a loro destinati con fibre sensitive specifiche.
Ganglio ciliare Il ganglio ciliare è il più piccolo ed è situato nella parte posteriore dell’orbita fra il nervo ottico ed il muscolo retto laterale dell’occhio. È la stazione sinaptica per le fibre parasimpatiche pregangliari che originano a livello del nucleo accessorio (autonomo) del nervo oculomotore e che raggiungono il ganglio tramite un piccolo ramo proveniente dal ramo del nervo oculomotore per il muscolo obliquo inferiore dell’occhio. Le fibre postgangliari costituiscono i 12 –20 sottili nervi ciliari brevi che penetrano nella sclera attorno al nervo ottico e si portano in avanti all’interno dello spazio pericorioideo per andare ad innervare i muscoli ciliari e lo sfintere della pupilla, nonché i vasi intraoculari.
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